Domani nella battaglia pensa a me

Il signor L. ha appena terminato di vestirsi e, prima di uscire, si spruzza sul polso destro una goccia del profumo che usa ormai da parecchi anni. Un profumo che oggi si direbbe desueto, ma che un tempo, come tutte le cose, era alla moda. Egli si sta recando ad un incontro galante con la signora A., moglie di un noto intrallazzatore del XII arrondissement oggi riciclatosi a premuroso padre di famiglia. La signora A. è donna piacente e fatale, e ha chiaramente fatto intendere al signor L. di avere grande inclinazione per lui e alcuna remora in proposito. Il signor L. si interroga sull’incontro che lo attende, si chiede se la donna desidererà essere baciata e spogliata lentamente o se anelerà subito un contatto carnale, cosa che egli ambirebbe tanto più ella ne fosse restia. Dunque come potrebbero incontrarsi con soddisfazione di entrambi? Ella dovrebbe indossare i panni del desiderio maschile ed egli quelli del desiderio femminile. Ma in questo caso il risultato sarebbe analogo, soltanto a parti invertite. Allora egli potrebbe calarsi nei panni femminili ed ella conservare i propri, sicché la sensibilità di lei potrebbe trovare in lui il palcoscenico dove mettere in atto la rappresentazione del proprio immaginario. Ma in questo caso sarebbe lui a sentirsi negato. Analogamente se ella si piegasse alla brutalità del desiderio maschile ne risulterebbe poi mortificata.

Di fronte all’impossibilità di risolvere questo conflitto, il signor L. si spruzza una goccia di profumo sul bavero della giacca. Poi pensa che potrebbero incontrarsi a mezza strada, ella potrebbe ridimensionare le proprie pretese ed egli potrebbe fare altrettanto, ma la prospettiva gli pare auspicabile come la mancanza di sale nel brasato della domenica. Dopo aver messo una goccia di essenza dietro l’orecchio destro, pensa che se egli riuscisse a suscitare nella donna reazioni consone ai tratti del suo desiderio, o se riuscisse a farlo la donna, si potrebbe realizzare un inganno nel quale l’uno crederebbe proprio il desiderio dell’altro. Ma anche questa non gli pare una soluzione auspicabile. Il signor L. dunque medita all’impiedi nell’ingresso di casa, mentre ormai si è fatto tardi e egli si è profumato a tal punto da sembrare un gatto in calore.

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4 risposte a Domani nella battaglia pensa a me

  1. arielisolabella ha detto:

    Il libro di Marias e’ meraviglioso.Lei Sig L e’ un fine osservatore .Se ciascuno smettesse di recitare in base all aspettativa eo interpretazione Dell altro saremmo tutti più’ felici.

  2. L. ha detto:

    Se smettesse la recita finirebbe il mondo, mia cara signora Ariel:-)

  3. arielisolabella ha detto:

    Magari ne inizierebbe uno migliore?…il sig L non crede possibile mi sa ..

  4. L. ha detto:

    Il signor L. non crede ci sia un mondo migliore o uno peggiore, il mondo è quello che è. E la recita è un bel momento di pausa nello svolgersi cruento della lotta.

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