La signora A.

La signora A. sta pettinando i lunghi capelli biondi e scruta lo specchio alla ricerca di una piccola traccia che possa rivelare il suo recente incontro con il signor L. Ma, fatta eccezione per una certa luminosità dello sguardo, ella non nota nulla di diverso da quanto ha avuto modo di osservare suo marito qualche minuto fa, mentre facevano colazione nel grande appartamento al 4° piano di rue Parrot. La signora A. ha conosciuto il signor L. alcuni mesi fa, nel corso di un incontro di lavoro dove egli rappresentava una parte mentre ella consigliava quella avversaria. Il signor L., da consumato venditore qual è, ha favorito inizialmente il cliente della signora A. affinché gli svelasse i suoi intendimenti e le sue difficoltà, concludendo poi l’accordo con grande vantaggio per il proprio assistito.

In tale occasione ella deve aver ritenuto che la perspicacia del signor L. poteva metterla al riparo dal grido di dolore del mondo e da qual momento ha preso a guardarlo con occhi languidi e incantati. Ella oggi ritiene che l’intelligenza del signor L. costituisca un potente afrodisiaco e reputa che il loro ultimo incontro ne fornisca testimonianza. Il signor L. è consapevole del proprio ascendente sulla signora A. e ritiene che l’inclinazione di lei si collochi nel quadro di una dinamica di potere che, dai tempi delle caverne alle missioni nello spazio dell’Atlantis, porta il sesso femminile a delegare l’interpretazione del mondo a quello maschile. Il signor L., che tra le altre ha amato molto le parole di Hannah Arendt, di Ingeborg Bachmann, di Agota Kristof, di  Mariella Mehr, di Fleur Jaeggy, di Jeannette Colombel, di Maria Zambrano e di molte altre, sa bene che il sesso femminile è in grado molto meglio di quello maschile di decifrare i borbottii del sottosuolo e di individuare le chiavi di accesso a quella che Lacan definiva la struttura del sapere e a quella che Foucault ha descritto come biopolitica. Egli, però, è altrettanto consapevole di essere collocato in un campo di forze piuttosto omogeneo che solo in prossimità di alcune anomalie, dette singolarità, allenta la sua brutalità e lascia spazio a criteri diversi e opposti ai precedenti quali, ad esempio, la densa e umana solidarietà che lo lega a sua moglie, amata compagna da moltissimi anni.

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18 risposte a La signora A.

  1. plumette ha detto:

    Signor L oggi andrò ad acquistare “Le statue d’acqua”.
    Ricordi in questa occasione di non esagerare con il profumo 🙂

  2. (L) ha detto:

    Touchè, signora Phiume, il signor L. deve confessarle che “Le statue d’acqua” è l’unico libro di Fleur Jaeggy che non ha letto. Preferendo leggere in italiano, si precipiterà immediatamente da Andrea, in Rue du Faubourg Poissonnière, sperando di trovarlo, Trascorra un buon pomeriggio e non fumi troppo.
    🙂

  3. m. ha detto:

    la complessità dei sentimenti e delle relazioni non avrebbe bisogno di una scrittura così barocca. o forse sì, a ben pensare.

  4. plumette ha detto:

    Va bene: prometto e ricambio l’augurio 🙂

  5. plumette ha detto:

    Svolazza bene però signor L. per cui …

  6. signorlm ha detto:

    Troppo buona, signora Phiume, ma non faccia sollevare in alto le penne al signor L. che comincia a pavoneggiarsi e poi non combina più niente.
    Traffico aereo regolare, oggi?
    🙂

  7. plumette ha detto:

    Già di ritorno? Si oggi tutto sotto controllo 🙂

  8. signorlm ha detto:

    No, ritorno sabato, che ci sono begli impegni venerdì.
    Lei sta bene, signora Phiume, che l’altro giorno era tutta malinconica?

  9. plumette ha detto:

    No non sto bene ma ci sto lavorando. Oggi fatico molto ma la parola d’ordine è “tenere la barra dritta sul progress” giusto? Ma perché all’inizio ci si dava del tu e poi si è passati al lei? 🙂

  10. signorlm ha detto:

    Questione di coerenza narrativa, miss Phiume. E poi il lei consente un affetto che a volte non si può esprimere con il tu. 🙂

  11. plumette ha detto:

    si ecco 🙂 ok,
    avrei un’altra domanda: perché quando mi risponde non vedo la notifica e mi tocca “refreshare” il suo blog come la peggio stalker?

  12. signorlm ha detto:

    Perdoni, miss, ma il signor L. non è esperto di tecnologia, non ha la più pallida idea di che cosa sia la notifica né di cosa significhi refreshare, insomma proprio non sa.

  13. plumette ha detto:

    🙂

  14. arielisolabella ha detto:

    Mancava L archetipo yunghiano e poi c eravamo tutti….o quasi.

  15. L. ha detto:

    C’entra anche l’archetipo junghiano, in effetti 🙂

  16. arielisolabella ha detto:

    Il sig L e’ gentile con le sig re concede falso spazio 🙂

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