Pulizie di primavera

La signora L. è donna arguta e dolcissima ma in occasione delle pulizie straordinarie che ella fa svolgere ogni quindici giorni sfodera un rigore implacabile che ricorda quello del generale Montgomery nella sua epica caccia alle truppe di Rommel. Nemmeno a lei sfugge un granello di polvere. Ieri ha trascorso la giornata dirigendo la signora Gemma e il fidato Pierin affinché gli stessi lucidassero, oltre l’argenteria, gli angoli più remoti della casa, senza tralasciarne uno. Il signor L. se l’è data a gambe levate di prima mattina per evitare di essere coinvolto in scelte che non lo riguardano né lo turbano in alcun modo. Egli ha già le sue ossessioni, preferisce evitare di assumere anche quelle altrui. Ha quindi trascorso la mattinata al Bacareto con il suo amico musicista, mescolando i cicheti e gli spritz con lunghi discorsi sul destino del mondo.
Il signor B. ritiene che per presentarsi ai seggi il prossimo febbraio sia necessario che i cittadini italiani superino un test di ammissione su questioni tutto sommato semplici, dice lui, inerenti il principio di realtà, quello della responsabilità individuale e i temi della rappresentanza e della società. Interrogativi concreti, mica domande sul parlamento di Alþingishúsið, o sull’idea di federalismo di Proudhon, o sul paradosso di Condorcet.
Se l’elettore fa cadere un bicchiere per terra questo si rompe? Si tratta di una domanda adeguata a determinare il ritardo mentale, di solito, ma che nel suo paese, purtroppo, è indispensabile per capire se il soggetto è consapevole del fatto che ogni scelta che egli compie produce delle conseguenze. I seguaci del cavaliere ritengono che dipenda da chi fa cadere il bicchiere, se questo si rompe o no. Se cade al capo carismatico sicuramente resta integro. E anche se si rompe non ha alcuna importanza. I centristi sostengono che dipende dalle caratteristiche del pavimento, se questo è rigido il bicchiere si rompe, se invece il pavimento è di gomma il bicchiere non si rompe, dunque non si può dire a priori, secondo loro. I riformisti invece sostengono che è un bene che si rompa. Si crea uguaglianza, in questo modo, occupazione, economia. I comunisti, infine, si astengono dal rispondere ben sapendo che alla fine è sempre colpa loro.
Il signor L. ha ascoltato perplesso le tesi del signor B. riguardo il fatto che un minimo di cognizione di causa rappresenti un requisito indispensabile per compiere una scelta che ha profonde ricadute sul destino comune. Egli dubita della coscienza dell’individuo, in particolar modo della propria, e ritiene che una discriminazione come quella proposta dal signor B. si ponga in contrasto con il concetto di democrazia. E’ una questione di definizioni. La democrazia è il governo del popolo. Ma il popolo, per sua natura, è bue.

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6 risposte a Pulizie di primavera

  1. Plumette ha detto:

    Signor L. lei latita lo sa vero?

  2. L. ha detto:

    Ha ragione, Piumina, il signor L. è un po’ distratto, impigrito dalla vita veneziana. 🙂

  3. Plumette ha detto:

    Su su Signor L., impigrito dalla vita veneziana e con questo freddo: non mi andrà mica in letargo? 🙂

  4. L. ha detto:

    Domattina il signor L. partirà, fucile in spalla, per un tour di città tedesche. Dato che ha una vita semplice, cerca di complicarsela. 🙂

  5. Plumette ha detto:

    Il fucile in spalla inquieta un pochino il suo Piumino 🙂

  6. L. ha detto:

    Il signor L. non ha impiombato nessuno, fortunatamente. la caccia è stata tranquilla, anche per la selvaggina. 🙂

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