Il sogno

Il mare era trasparente, vasto, di un blu rapido e guizzante come la pinna di un marlin. La spiaggia era bianca, le palme scosse da un vento leggero, gruppi di ragazzi e ragazze prendevano il sole accanto alle rocce. Loro nuotavano al largo, la signorina S. più leggera, il signor L. più lento. Nel sogno di stanotte, la signorina S. era più giovane, più acerba, la crisalide di ciò che è oggi. Anche lui era più giovane. Il loro desiderio più timido, più doloroso, una bomba pronta ad esplodere. Nulla era ancora accaduto. Mentre godevano l’abbraccio dell’acqua hanno sentito un grido. Non hanno capito da dove venisse, non si vedeva nessuno attorno a loro. Poi ancora un grido. L’odore di un pericolo misterioso. Hanno nuotato veloci. Si sono perduti e poi ritrovati in mezzo alle onde. Tra la luce e il buio. Tra il silenzio e il fragore. Quando sono giunti sulla riva non si sono più trattenuti. Le ha sfilato il costume. Hanno fatto l’amore.
Il resto del sogno si è svolto all’interno di una scuola, grandi stanze invase dal profumo di gesso e da una luce orientale. Lui era il protagonista di un testo scritto dalla signorina S. e diretto da una sua collaboratrice. Ogni scena in un’aula diversa, con attori che non conosceva. Lui, l’unico filo di un racconto fatto di corpi, di alberi nani, di una fuliggine che odorava di ossa. Ma il signor L. non conosceva la sua parte, non aveva mai letto il testo che la signorina S. gli aveva consegnato, aveva cercato le parole sul suo corpo ma non le aveva trovate. Non gli era rimasto quindi che improvvisare. Con il cuore che batteva fin dentro la gola. Un discorso torrenziale che lo ha portato da una stanza all’altra, lungo i corridoi feriti dalla luce, davanti a volti stupefatti, un fiume di parole che uscivano dalla sua bocca ma che non riusciva ad ascoltare. Non sa cos’ha detto. Non sa cos’ha fatto. Ha avuto solo il tempo di scorgere lo sguardo allibito della signorina S. mentre le correva davanti. E’ uscito veloce dal muro di mattoni, è fuggito lontano, senza nemmeno voltarsi.

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9 risposte a Il sogno

  1. Plumette ha detto:

    Phiuma riesce di nuovo a sentire addosso le parole vibranti del Signor L.
    Un sogno intenso così come le sensazioni provate.

  2. L. ha detto:

    Il signor L., ad essere sinceri, ha omesso una serie di particolari su cui nel sogno ha a lungo indugiato 🙂

  3. Plumette ha detto:

    Eh.. ok… Piumina rimane nel dubbio e sorride 🙂

  4. L. ha detto:

    Perdoni, ha ragione, ma era per dire che a volte i sogni hanno la stessa forza delle esperienze.

  5. Plumette ha detto:

    E’ vero. E’ decisamente vero.

  6. L. ha detto:

    Cosa ha sognato, stanotte?

  7. Plumette ha detto:

    Ecco, beh.. io stanotte non ho sognato nulla. In realtà è un po’ di tempo che non sogno: quando riesco ad addormentarmi cado in un sonno profondo e muto.

  8. L. ha detto:

    Vorrà dire che sarà sognata da qualcuno. C’è sempre un sogno da qualche parte.

  9. Plumette ha detto:

    Sa Signor L., mi piacerebbe fosse vero 🙂

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