Il lampo

Egli ricorda quei versi mandati a memoria da ragazzino, la terra ansante, livida, che sussulta, il cielo ingombro, tragico, disfatto. Una morfologia che, nel suo sguardo infantile, somigliava i luoghi ove si svolgevano le sue giornate. La casa in campagna dove ormai era cresciuto troppo per continuare a giocare con il nonno, il palazzo in città dove non era cresciuto abbastanza. Un esule, dunque, nella terra increspata dell’adolescenza.
Il signor L., seduto nel suo studio di rue Beautreillis, sta pensando alla signora A. e al suo talento ottocentesco per la fuga. Ella appare e scompare, come la casa nei versi del Pascoli. Quella casa che il poeta vagheggia quale rifugio dalle sue fatiche e dalle sue domande e che, come si svela a lui, già si perde nel nulla, condannandolo a rimanere nel conflitto e a peregrinare senza pace. Anche il signor L. peregrina senza pace, la qual cosa lo disturba meno di quanto abbia infastidito il poeta. Sa bene che la signora A. non ha la vocazione della casa né dell’accoglienza, ma gli sfugge la ragione del panico che si impossessa di lei non appena egli accenna un invito. E’ avvenuto il mese scorso, prima che poi fosse lei a prendere l’iniziativa, ed è avvenuto parimenti ieri. Egli crede non si tratti della necessità di decidere e dunque di essere protagonista della propria esistenza, necessità che il signor L. non ha alcuna ragione di osteggiare, ma di un timore selvatico e notturno che la spinge dentro un’orbita misteriosa e laterale, ai confini con un’altra galassia. Ma ella, nel suo orbitare lontano, si tiene alla giusta distanza da lui, un attimo prima del lampo, nel perfetto equilibrio tra perderlo e trovarlo.

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8 risposte a Il lampo

  1. Plumette ha detto:

    “La casa in campagna dove ormai era cresciuto troppo per continuare a giocare con il nonno, il palazzo in città dove non era cresciuto abbastanza. Un esule, dunque, nella terra increspata dell’adolescenza.”: splendide immagini. Spesso i timori selvatici e notturni non hanno una spiegazione. Oppure ce l’hanno ma non riescono ad essere esternati e non hanno nulla a che vedere con i pavimenti insaponati. Dopo questa assonanza, assolutamente non voluta, Piumedangelo si domanda che cielo ha la Ville Lumière aujourd’hui…

  2. L. ha detto:

    Grigetto, Piumina, con striature chiare chiare. Lei dice non si tratti di istinto di autoconservazione?

  3. Plumette ha detto:

    Potrebbe essere, Signor L., dipende dalle esperienze pregresse della signora A. Del suo vissuto.

  4. L. ha detto:

    In realtà il signor L. non è preoccupato per la sparizione della signora A., è solo incuriosito da una sensibilità diversa dalla sua, che pure non è propriamente maschile 🙂

  5. Plumette ha detto:

    Mmh allora il Signor L converrà che la sensibilità femminile segue strade misteriose e contorte che spesso non portano da nessuna parte perdendosi in un labirinto 🙂

  6. L. ha detto:

    Sui temi del maschile e del femminile il signor L. non è proprio la persona più indicata per esprimere un’opinione chiara 🙂

  7. xxlucreziaxx ha detto:

    è insito nell’essere di alcune donne l’istinto alla fuga.
    a volte è una vera e propria esigenza…
    ma non so se è questo il caso! 😉

  8. L. ha detto:

    In questo caso l’istinto di fuga è piuttosto spiccato, finisce che nessuno la insegue.

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