Trasporti

Qualche giorno fa il signor L. aspettava paziente il suo turno in un negozio di telefoni di rue Saint Antoine quando una ragazzina bionda, che gli pare viva nella sua stessa strada, ha avviato una vivace discussione con uno dei commessi del negozio. Ella sosteneva la necessità di abbandonare per sempre l’automobile e spostarsi con la bicicletta o con i mezzi pubblici. A detta sua, chi proseguiva nell’utilizzo dell’auto inquinava anche la sua aria, intasava la sua città, le sottraeva spazio e minacciava la sua incolumità fisica. Il signor L. ha ascoltato con un crescente senso di colpa le osservazioni della ragazzina, che ha scoperto chiamarsi Gaelle, più ella illustrava il suo punto di vista al commesso, più egli sentiva di incarnare la figura dell’antagonista, del borghese che immagina lo spazio come una rete che si sviluppa attorno da lui e di cui egli può disporre individualmente, spostandosi a suo piacimento dove vuole.
Egli allora ha preso a riflettere sui luoghi ove si svolge la vita degli uomini, considerando anche quello in cui si trovavano, un negozio di telefoni, il tempio delle relazioni umane che non hanno bisogno di un territorio. Ha ricordato la vita degli avi di cui ha solo conosciuto il racconto, incatenati alla terra per tutta la loro esistenza, impossibilitati ad immaginare un destino che non avesse a che fare con gli alberi e con la polvere. Poi di quelli venuti dopo di loro, i nonni dei suoi nonni, piccoli artigiani che avevano iniziato ad esplorare lo spazio per vendere le merci che producevano, dove la mobilità individuale era diventata mobilità sociale, l’aspirazione ad un destino non più subordinato ma finalmente autonomo. Per finire alla propria esistenza, un uomo che vive in due luoghi interiori distinti, tenuto insieme soltanto dal sistema dei trasporti.
Il signor L. avrebbe voluto dire alla ragazzina di non preoccuparsi, che tutto questo non durerà a lungo. Tra qualche anno nessuno si sposterà più, la rete si solleverà in alto e gli esseri umani inizieranno a ridurre il contatto fisico tra loro, per poi annullarlo pian piano del tutto. Un giorno ogni cosa avverrà digitalmente, il lavoro si svolgerà sulle piattaforme, i viaggi attraverso un potentissimo street view, anche il sesso rinuncerà al corpo dell’altro e coinciderà sempre più con il desiderio di cui parlava Lacan. Dunque non deve temere per la propria incolumità fisica. Un giorno potrà pedalare felice per le strade vuote di Parigi, saranno tutte per lei.

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25 risposte a Trasporti

  1. Lia ha detto:

    Sig. L.
    il vostro argomentare è delizioso, ne rimango sempre affascinata ( da quando la mia strada ha incrociato la vostra). Mi permetta però di confessare che auspico per la generazione futura ( e la mia) di continuare a godere dell’altrui corpo, in quanto checché ne dica Lacan, continuo a pensare possa essere un’attività interessante e costruttiva 🙂
    à bientôt

    L.

  2. L. ha detto:

    Lei sfonda una porta aperta, signorina Lia 🙂

  3. Lia ha detto:

    Avevo intuito una certa affinità di pensiero Sig. L.

  4. alterlogos ha detto:

    La distanza fra esseri umani, che la virtualità sembra voler prepotentemente colmare con vicinanza effimera e che a Lei pare un destino a cui non possiamo sottrarci, mi spaventa non poco. In quel timore , anche in esso, risiede la decisione di chiudere il blog.

  5. L. ha detto:

    Si rassegni, signorina Alter, alla modernità non si sfugge. Meglio abitarci, farla propria. Questa è la ragione per cui il signor L. le suggerisce di riaprire il blog. Si tratta di una voce che le consente di esprimersi o, perlomeno, di fornire una testimonianza di se.

  6. Phiuma ha detto:

    “..Quanto sono soavi le tue carezze,
    sorella mia, sposa,
    quanto più deliziose del vino le tue carezze.
    L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.
    Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,
    c’è miele e latte sotto la tua lingua
    e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano..”
    Phiuma auspica con tutto il cuore che la virtualità non riesca mai a prendere il sopravvento, se non altro per poter avere conforto e confortare anche solo attraverso uno sguardo.

  7. L. ha detto:

    Non tema, signorina Phiume, non ci sarà virtualità senza l’uomo, la trascendenza non è una pulsione di oggi.

  8. alterlogos ha detto:

    Guardi , signor L, negli ultimi giorni ho avuto conferma del fatto che la chiusura del blog sia una scelta giustissima. Vivo come una violenza che determinate “persone” o meglio animali possano leggere il racconto del mio io.
    La mia storia è stata manipolata ed esposta al pubblico giudizio e benchè io non sia una ragazzina impressionabile , il fatto ha sortito notevole disgusto.
    Come ho già detto altrove, alcuni nel virtuale danno sfogo a miserie interiori di portata tale da farmi indietreggiare . Quando ciò accade nella vita ho tutti gli strumenti necessari per reagire con solerzia ed efficacia, qui sono ingabbiata nella morsa dell’anonimato altrui.
    Non mi sento , quindi, a mio agio. (A parte le ragioni che ho già condiviso con Lei).

  9. L. ha detto:

    Lei ha ragionissima, signorina Alter, perdoni, non conoscevo le vicende cui allude e convengo con lei sul fatto che questo luogo senza volto possa essere il palcoscenico ove qualcuno mette in scena i propri conflitti irrisolti. Anche il signor L. lo fa ma si augura che questo avvenga con un certo garbo, senza disturbare nessuno.

  10. alterlogos ha detto:

    Certamente non disturba me.

  11. Phiuma ha detto:

    Bonjour mon Monsieur. Ça va?

  12. L. ha detto:

    Tutto sotto controllo, quasi, oggi il signor L. ha una mattinata un po’ frenetica, dovrebbe finire assolutamente una relazione ma non sa se riuscirà a farcela. Phiumina sta bene?

  13. Phiuma ha detto:

    Piumina sta ascoltando la relazione del suo RSPP e vorrebbe mettere la testa nel forno perché non finisce più di parlare. Oltretutto ella ha molta fame, ma fino a quando egli non se andrà, dovrà mantenere il sorriso plastico e l’occhio vigile di chi sta seguendo tutto con estremo interesse.

  14. L. ha detto:

    Si sono scongelati i muscoli facciali, piumina?

  15. Phiuma ha detto:

    Si 🙂
    È riuscito a terminare la relazione Signor L?
    Vuole dividere un bicchiere di latte caldo guardando la luna splendere? Anche stasera è magnifica!

  16. L. ha detto:

    Carino il bicchiere di latte, benchè non lo assaggi da molti moltissimi anni il signor L. lo avrebbe volentieri sorseggiato assieme a Piumina. 🙂

  17. Phiuma ha detto:

    Ma come non lo beve da anni? Nemmeno in versione rimedio contro bronchite fulminante cioè con miele e grappa o miele e cognac? mmmh .. comunque ora Piuma sta facendo il bis con aggiunta di una dolcissima brioche alla nutella.

  18. L. ha detto:

    Il signor L. prova una leggerissima invidia, quasi trasparente, e volentieri si associerebbe a Piumina nel croissant. Ma ciò comporterebbe almeno una mezz’ora di spinning in più di quanto è costretto a fare per soddisfare il perfezionismo della signorina S, che non si contenta della sua normolinea ma lo vuole scheletrico.

  19. Phiuma ha detto:

    Oddio no scheletrico no! Poi cosa rimane da “toccare” 🙂

  20. L. ha detto:

    Non sia così audace, signora Phiume, che il signor L. arrossisce 🙂

  21. Phiuma ha detto:

    Ma no non arrossisca Signor L., in fondo è una teoria supportata da prove concrete 🙂
    Piuttosto la sto aspettando a CDG da ben 15 minuti.. ha forse dimenticato che sarei atterrata oggi? Devo prendere un taxì?

  22. L. ha detto:

    Il signor L. si metterà nei guai con la signora A., è sicuro, sicurissimo. La aspetta fuori, sulla panamera nera.

  23. Phiuma ha detto:

    Oh no non si preoccupi, non succederà nulla vedrà. Ho solo un très pétit bagaglio a mano… sono sicura che la signora A non si arrabbierà per la cena che il Signor L vorrà condividere con una Piuma nostalgica che non vedeva l’ora di arrivare nella sua Ville Lumière 🙂

  24. L. ha detto:

    Sorpresa molto apprezzata, Piumina. 🙂

  25. Phiuma ha detto:

    🙂

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