Il regalo

Il giorno di Pasqua del 1938, poco dopo che il Consiglio dei Ministri fascisti ebbe escluso i celibi dall’amministrazione dello stato, a Venezia si consumò la rottura del fidanzamento tra Maria, la nonna del signor L., e un suo compagno di liceo il cui nome non è mai stato pronunciato essendo sempre stato indicato come “il primo fidanzato della nonna”. Ma di lui non è rimasta solo l’immagine sbiadita di una foto, è sopravvissuto molto di più.
Qualche settimana prima, i due avevano goduto il primo tepore della primavera passeggiando alle Zattere, luogo cui il signor L. è affezionato anche per questa ragione, per poi andare verso calle dello Scaleter, alla pasticceria Bucintoro, celebre per le sue cialde croccanti e vanigliate. Lì Maria, dopo aver sorseggiato un the inglese quasi introvabile all’epoca, aveva alluso ad un uovo di cioccolato ornato da perline di zucchero e decori di marzapane, aspettandosi che il fidanzato comprendesse il suo desiderio di un matrimonio caratterizzato non solo dall’impegno ma anche dalla golosità. Ma “il primo fidanzato della nonna”. non colse l’allusione e dunque non ci fu alcun matrimonio. La nonna alcuni anni dopo sposò un altro ragazzo, il nonno del signor L., ma quella è un’altra storia.
Ogni volta che si avvicina la Pasqua, il signor L. non può sottrarsi al ricordo di quella lontana vicenda familiare e di quel volto perduto nell’infinito trascorrere delle cose. Se la nonna avesse sposato quel fidanzato egli non sarebbe mai venuto al mondo. Dunque egli deve la propria esistenza ad un regalo mancato, ad un piccolissimo incidente del destino, irrilevante per tutti ma sostanziale per lui. Egli sente che è stato quel gesto a scaraventarlo nel tempo, e ogni volta che ricorda quel fatto sente la vertigine assalirlo e precipitarlo.

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9 risposte a Il regalo

  1. Phiuma ha detto:

    E’ un dolcissimo ricordo… e oserei dire che sono felice del fatto che il primo fidanzato della sua nonna non colse l’allusione 🙂

  2. L. ha detto:

    Grazie, piumina. Vede che cosa vuol dire la società dei consumi. 🙂

  3. annam11 ha detto:

    Molto piacevole da leggere

  4. L. ha detto:

    Grazie, signora a., e perdoni la minuscola, ma si tratta di un artificio per evitare di confondere il suo talento visionario con quello, un po’ meno legato allo sguardo, della signora A., protagonista di alcune importanti vicende. 🙂

  5. lafinestradentro ha detto:

    E’ nei gesti distratti o semplicemente sottovalutati che si originano , esplodendo, vite impreviste.
    Siamo casuali e per questo stesso misteriosamente irripetibili.

  6. L. ha detto:

    Il signor L. stenta sempre a credere di dovere la vita ad un uovo di pasqua. Eppure. Quant’è fragile la vita degli uomini…

  7. Phiuma ha detto:

    Bonjour Signor L. Phiuma l’ha nominata per un Award… se volesse passare per un cappuccio con tanto cioccolato potrebbe vedere nel contempo di cosa si tratta..

  8. silenzioscrittura ha detto:

    E’ esistito un tempo in cui un fidanzamento poteva dipendere da un’attenzione non ricevuta?
    Ne è passata di acqua sotto i ponti, per fortuna. Oggi sarebbe lei a regalarlo a lui, se l’uovo le piacesse. Senza nemmeno pensare a lui come possibile fidanzato.
    Bonsoir, Monsieur L.

  9. L. ha detto:

    Il signor L. ha l’impressione che anche oggi le vicende dell’uomo si associno a quelle delle cose, forse più che in passato, e si innervino con esse, mani e occhi.

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