Marmo nero

L’uomo arcigno è seduto di fronte a lui. Tra loro il tavolo di marmo nero della sala riunioni. Si tratterebbe di un duello stile “C’era una volta il west” se non fosse per il video di Thiago Pethit che, sul monitor in fondo alla sala, crea un’atmosfera a metà tra la Berlino anni 20 e il burlesque delle Pontani Sisters. Il proprietario dell’immobile di rue Laplace indossa un completo un po’ vetusto di colore grigio e scarpe sformate di colore nero. Lui un abito di Dior perfettamente stirato e mocassini di Gucci.
Il signor L. ha disposto la documentazione sul tavolo e si accinge a formulare la sua offerta di acquisto. Egli sa bene che l’uomo scostante non ha alcuna intenzione di capitolare ma vede che le sue certezze si sfaldano via via che trascorrono i minuti. Non tanto per i dettagli della situazione, questioni normali, un paio di pareti costruite abusivamente, un’irregolarità fiscale, una denuncia non fatta, quanto per la differenza tra lo stile di vita dell’uomo e quello del signor L. Concreto uno, sofisticato quell’altro. Realtà contro astrazione.
Ma l’uomo resiste, vuole dimostrare al signor L. il valore delle cose solide, della vita paziente, passo dopo passo, delle cose che si costruiscono scegliendo e aspettando. La trattativa procede lungo il filo sottile dell’incertezza fino a quando il signor L., avvisato della presenza della signorina S., lascia che ella entri nella sala per salutarlo. Allora il duello cessa di colpo. L’uomo smette di essere accigliato e mostra l’espressione smarrita di chi si è reso conto di giocare una partita truccata nella quale difficilmente avrà scampo.

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2 risposte a Marmo nero

  1. Gildo Priblic ha detto:

    Sul taccuino nero, aperto a metà, la mano che sorregge la biro fa scorrere la sfera lungo tracciati elfici, un linguaggio senza traduzione che manda nel panico Google. Le parole sono sottratte a quello che ha scritto L.: arcigno, vetusto, scostante, accigliato. Tolkien, estrapolandole, le aveva eliminate dal suo dizionario e adesso, come reperti di una mitologia inesatta, eccole lì, emerse. Per rapirle al loro stesso suono M. ha dovuto fermare la scena, congelare gli attori cani e le comparse linci, infilarsi tra i corpi, incoscienti di questa sospensione, e dipanarle tra il fermo immagine del video e il primo passo di S. in maniera che non fosse sospetta la loro presenza tra C. e K. mentre il frame successivo si accingeva ad accogliere il duello. Non s’è nemmeno sentito lo stridere della crasi.

  2. L. ha detto:

    Non se la prenda se glielo dico, Priblic, lei è un irresponsabile. Loro là a cercarla e lei che appare qui e poi subito scompare, fa capolino dallo stipite e quando C. si affaccia lei già non c’è più. Beh, voglio che lo sappia. Mi unirò anch’io, a loro, nella ricerca del suo nascondiglio, se son saltati fuori Milošević e Karadžić salterà fuori pure lei, vedrà 🙂

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