Spazio

L’architetto Priblic è in disaccordo con Le Corbusier sul tema dello spazio a misura d’uomo, sostenendo invece che lo spazio è la misura dell’uomo. Il signor L. dissente sia dall’uno che dall’altro ritenendo che sia la partizione dello spazio ad essere la misura dell’uomo, non lo spazio in quanto tale. Dunque le idee in campo sono diverse: il maestro sostiene che al centro dello mondo deve esserci l’uomo, Priblic che le due idee devono stare sullo stesso piano, il signor L. che né lo spazio né l’uomo possono essere definiti se non dislocandoli in frammenti e dunque dissolvendone l’unità. Moderna la posizione del maestro, postmoderna quella del signor L., esistenzialista quella di Priblic.
Il signor L. meditava su questa partita, camminando lungo il Pont de Sully, stamattina, consapevole della necessità di giocarla ma dell’impossibilità di poterla vincere.

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9 risposte a Spazio

  1. Grazia Bruschi ha detto:

    interessante distinzione e certamente sono affascinata dalla sua visione, Signor L., ma, ahimè, fatico a comprenderla pienamente. la suggestione che mi regala mi porta a immaginare l’uomo, nella sua dimensione di grumo di tempo incarnato, che si relaziona con il suo spazio frammentato. una nuova visione della relazione spazio-tempo, la misura di un universo personale, poeticamente relativo

  2. L. ha detto:

    Intuisco cosa intende, anche se ritengo che sarebbe necessario sedersi al bancone, stringersi la mano e cominciare con un paio di americani, prima di parlarne seriamente 🙂

  3. Grazia Bruschi ha detto:

    🙂 è l’unico modo serio di parlarsi seriamente

  4. L. ha detto:

    Lo sosteneva anche Manganelli che “la voce è la sola custode della purezza dei concetti” 🙂

  5. Sexybility ha detto:

    Com’è bello leggere le sue riflessioni e il suo blog intriso di sensualità, architettura e Paris 🙂

  6. L. ha detto:

    Bentornata, signorina Sexi, è un piacere rivedrela. Sta sempre bene?

  7. Gildo Priblic ha detto:

    Signor L, mi tratterrò dal dilungarmi. Mi consta, però, ricordarle che il 27 ottobre del 1936 nella sede della Reale Accademia d’Italia, in Roma, dopo aver gustato un pranzo offerto dalla Fondazione Alessandro Volta, il cinquantenne Eberhard Hanfstaengl – già difficile a scriversi, figurarsi a pronunciarlo – alle ore 16:04 diede il tocco d’inizio, facendo tintinnare una campanella d’argento, della quarta seduta del convegno di arti che l’onorevole Marcello Piacentini aveva voluto tenere per celebrare gli onori dell’ardimento culturale fascista nel quattordicesimo anno dal suo inizio. Piacentini avrebbe voluto essere lì, ma la sua relazione venne letta dal grigio Romano Romanelli, scultore, che più fascista di lui, almeno nel nome, non se n’era trovati in giro. Relazione lunga, prosopopeica e altisonante che avrebbe dovuto stendere al tappeto, con ko tecnico, il cinquantenne, o quasi, Charles Edouard Jeanneret. Le risparmio i ragionamenti piacentiniani sulle “tendenze dell’architettura razionalista in rapporto all’ausilio delle arti figurative”, non le risparmio, invece, il finalino di Le Corbusier che disse: “Je conclus: l’architecture est une activité s’étendant à toute construction assujettie aux lois de la vision. La société est criminelle si elle édifie des constructions ne servant à rien ou servant mal les besoins des usagers. Je ne comprends pas ce que les arts figuratifs ont de mission impérative en cette affaire. Je dis: l’architecture n’en a nul besoin.” Applausi moderati e svenimenti plateali. Sarà mia cura rinviare questa discussione dopo che avrò tradotto in una lingua nota anche ad altre sue ammiratrici l’intero testo e vedrò di far pubblicare per i tipi di un editore a noi due noto. Cari saluti.

  8. Andrea Dévis ha detto:

    In casa mia c’è tanto di Le Corbusier, e anche se tutti mi avevano sconsigliato il suo LC2, quando mi ci siedo mi sento al centro del mondo. O comunque del mondo “casa mia”, il microcosmo, il mio spazio per pensare. Non so se avesse ragione, ma quello spazio è a mia misura, e mi ci trovo bene.
    Che cosa confusa che ho scritto, mi somiglia proprio.

  9. L. ha detto:

    Qui può scrivere ciò che vuole, Andrea, non c’è alcun obbligo di coerenza, la confusione è benvenuta 🙂

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