Letture

Parigi è attraversata da raffiche gelide e furibonde come righe del “Voyage au bout de la nuit” di Celine. Il signor L. osserva i fusti del bamboo oscillare davanti alle finestre della sua casa di rue Beautreillis e sente il desiderio di scuotere allo stesso modo il corpo della signorina S., finchè la primavera non avrà sfinito entrambi. Ma la signorina S. è impegnata in altra sede e un cielo scuro e compatto non suggerisce alcun possibile cambiamento, la vibrazione dovrà rimanere liitata ai bamboo.
Il signor L. si dedica dunque ad alcune interessanti letture, prima tra tutte la rivista diretta dall’imprendibile architetto Priblic http://www.mokazine.com/read/gildopriblic/quinta-02

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8 risposte a Letture

  1. Jihan ha detto:

    interessanti, sì (a leggerla lì, viene un po’ di mal di mare, un supporto più stabile?)

  2. L. ha detto:

    Bisognerà rassegnarsi alle onde, signora J., può darsi che il web sia il mare greco di questi tempi, le parole si fermano soltanto un istante, poi vengono travolte da altre parole e da altre ancora, un rumore, un affollarsi di voci.

  3. Gildo Priblic ha detto:

    Per quanto gli costi essere ripetitivo, L non rispetta il codice deontologico dello speculatore. Infatti M., non L., ha un figlio che si chiama W., ma che non sa il suo nome perché sente altri chiamarlo diversamente e quando M. lo chiama W. distoglie lo sguardo. M. ha scoperto la sottile differenza tra lui e W., guardando uno schermo, tempo addietro, e osservando le proprie dita digitare l’iniziale dei loro nomi. M e W sulla tastiera sono lo stesso tasto messo all’inverso, sullo schermo hanno diverse identità: questo la dice lunga sulla vita dei refusi, talora minuscoli, che a M debbono le loro liiti, dimenticando i li-m-iti.

  4. Gildo Priblic ha detto:

    Per quanto gli costi essere ripetitivo, L non rispetta il codice deontologico dello speculatore. Infatti M., non L., ha un figlio che si chiama W., ma sente altri chiamarlo diversamente e quando M. lo chiama W. fischietta. La differenza tra M. e W. è palese, lo abbiamo già scritto: M e W sulla tastiera sono lo stesso tasto messo all’inverso, sullo schermo hanno diverse identità: questo la dice lunga sulla vita dei refusi, talora minuscoli, che a M debbono le loro liiti, dimenticando i li-m-iti.

  5. Gildo Priblic ha detto:

    Differenze non inette si sovrappongono lungo i solchi invisibili che la scrittura digitata rammenta a se stessa.

  6. martaperegrina ha detto:

    Hola señor L.,buenos días.
    Agradecida por su visita a mi blog.
    Que tenga un feliz comienzo de semana.

  7. L. ha detto:

    Priblic giocava con il flipper, ieri. Il signor L. era il flipper.

  8. L. ha detto:

    Cominci bene la settimana anche lei, Marta, che qui le acque sono già agitate. 🙂

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