Schiermonnikoog

Non è che fosse sua intenzione fuggire lontano, nè esplorare la vacuità estiva e nemmeno dialogare con se stesso, fatto sta che il signor L. si trova a trascorrere alcuni giorni su un minuscolo lido di sabbia e di vento al largo della costa olandese. Sempre che il rilevato che separa ciò che sta sotto il livello del mare da ciò che sta sopra il livello del mare si possa chiamare costa olandese.
Il signor L. trascorre le sue giornate passeggiando lungo una spiaggia bianchissima, facendo brevi gite in bicicletta sotto certi cieli grigi e enormi e ascoltando discorsi in una lingua tra il tedesco e l’inglese di cui non capisce nemmeno una parola. Pare un’esperienza del vuoto, la sua, più un eremitaggio che un evento interiore. Del secondo, infatti, non ne ha la consistenza nè la determinazione. Egli è da solo su un’isola dove non c’è nulla, non comprende la lingua che vi si parla e non ha alcun obiettivo da raggiungere. Il vento scuote il canneto davanti alla sua stanza e soffia in lui un silenzio bianco e argenteo che lo rigenera mentre lo confonde con le cose.

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23 risposte a Schiermonnikoog

  1. ludmillarte ha detto:

    spero il signor L. possa godere del silenzio bianco e argenteo e del luogo, rilevato compreso 🙂
    p.s.: da qui l’unica parola che non ho capito è il titolo

  2. L. ha detto:

    Il titolo è il nome dell’isola, Ludmilla 🙂

    • ludmillarte ha detto:

      e immagino quindi non abbia traduzione…pensavo significasse ‘rigenerante’. il signor L potrebbe darle un secondo nome
      buona domenica signor L.

      • L. ha detto:

        Se il signor L. non ha capito male, dovrebbe trattarsi de “l’isola del monaco grigio” in omaggio all’antica abbazia cistercense che costituì il primo insediamento umano nel quindicesimo secolo.

        • ludmillarte ha detto:

          La ringrazio per aver colmato questa mia laguna 😉 (anche se mi chiedo cosa potessero farci lì dei circensi già nel 1500!). Le auguro buona serata, signor L. e grazie sul serio

          • L. ha detto:

            Pare pregassero e pascolassero le pecore, gesti in parte equivalenti 🙂

            • ludmillarte ha detto:

              beh se questi circensi avessero pregato anche le pecore beeee ne beee ne magari oggi le medesime si vedrebbero costrette insieme ad altri simili negli spettacoli circensi. sono state più furbe, indubbiamente! e questa, signor L., è vera leggenda olandese 😉 proprio di quell’isola lì con quel nome del quale, peccato, non posso sentire la pronuncia

  3. gelsobianco ha detto:

    Ah, il suono di quel silenzio bianco e argenteo…
    Lasciarsi scuotere dal vento fino a divenire vento…
    Mischiarsi ai granelli di sabbia…

    Le auguro una rigenerazione vera, signor L.

    Un sorriso
    gb
    Amo tantissimo il posto in cui lei è ora!

  4. Grazia Bruschi ha detto:

    da certi luoghi bisognerebbe fuggire

  5. tilladurieux ha detto:

    La cosa più divertente di questo post sono i commenti. Senza nulla togliere a lei signor L., che, come ben sa, l’adoro ecc. ecc. (tutto il solito trito e ritrito).
    E’ che non amo le isole. Per la sensazione di non poter fuggire.
    L’unica isola che ho amato è Handa. Solo perchè, non essendovi nulla e nessuno, non c’è nulla da cui dover fuggire.

    • L. ha detto:

      Quest’isola non è propriamente un’isola, Tilla, come questa terra non è propriamente una terra. Qui tutto si confonde, mare, terra, cielo, una combinazione diversa a ogni ora della giornata. Dunque anche la fuga ha un respiro diverso, meno affannoso, meno concreto, più immaginario.

  6. dorotea ha detto:

    Io ci provo a imparare questa strana lingua per sentirmi un po’ meno cosi’ perche’ a lungo andare smette di essere una sensazione rigenerante e diventa angosciante. Ma ho l’impressione che passero’ molto tempo ancora a sentirmi cosi’ e leggere parole come quelle del signor L. mi aiuta a ricordarne gli aspetti positivi. A volte pecco di urgenza.

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