L’isola

Stamattina lo ha chiamato Margaux per sapere quando aveva intenzione di ritornare a Parigi, ci sono alcuni documenti da firmare e alcuni dettagli degli arredi di rue Eugene Manuel da decidere. Il signor L. ha preso tempo, ha detto che intendeva fermarsi ancora qualche giorno sull’isola, evitando di riferire alla sua assistente la ragione della sua scelta. Egli desidera continuare ancora un po’ a non comprendere. Non comprende la lingua. Non comprende il luogo. Non comprende il suo stare appartato.
Non è che egli sia in balia di sè stesso nè del soffiare del vento o del verificarsi dei fenomeni naturali, si tratta di un impulso più segreto, di un moto profondo dell’animo umano che ha a che fare con l’intuizione e con l’immaginazione. Come quest’isola che si sposta di un chilometro a secolo, il signor L. sente il bisogno di star fermo per potersi spostare da sé.

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20 risposte a L’isola

  1. vitadigusto.IT ha detto:

    L. le monsieur hermétique

  2. tilladurieux ha detto:

    Adorato signor L, è così raffinato, concettuale, “estetico”. Posso strapparle via gli occhi ed osservarle le cavità oculari vuote? Con immenso affetto, naturalmente.

  3. ludmillarte ha detto:

    il filmato mi ha trasmesso pace e la dimensione di un altro mondo, un po’ come piace a me.
    bello correre, ancor di più leggerla, signor L. e riuscire a spostarmi da ferma. ineguagliabile, per brevissimi istanti ero lì, immersa in quei rilassanti suoni e colori. grazie 🙂

  4. Edoardoprimo ha detto:

    Signor L. mi pare che Lei aspira all’eternità… si rassegni! 😉
    Le stringo cordialmente la mano.

  5. gelsobianco ha detto:

    Oh, ricordo.
    Nella terra in cui lei è ora, c’era in me un’aspirazione forte ad un qualcosa di “indefinibile”, ma fortemente avvertito.
    Io non volevo risolvere ciò che sentivo.
    Volevo sospensione.
    C’era in me come un’eco di note musicali che non so da quale tempo provenissero.
    Quelle spiagge bianche, la sabbia mossa dal vento con il suo suono penetrante, quei colori-non colori, lo stridio lamentoso degli uccelli, il confondersi di cielo e mare mi davano un senso di immobilità e del suo contrario.

    Lei mi ha comunicato profondamente il suo sentire, signor L.
    La ringrazio.

    Le sorrido
    gb

  6. Grazia Bruschi ha detto:

    caro L mi piaci e mi permetto di darti del tu, perchè questo lei mi tramette distanza e amo sentirmi vicina a chi mi piace. spero non ti dia fastidio. ti bacio

  7. gaiagertrude ha detto:

    Signor L., è un qualcosa di sublime quando non si comprende e non si conosce, perché con molta probabilità il processo è anche inverso: non si è compresi e non si è conosciuti. Allora ci si può fingere di essere chiunque. Addirittura se stessi.

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