Tramonti

Il signor L. sta osservando il tramontare del sole appoggiato al parapetto del terrazzo della sua stanza. La luce, decisa e robusta fino a qualche attimo prima, adesso sembra aver preso a vibrare, come non volesse cedere il posto a quel chiarore più tenue, a quel punto di vista meno netto che  accompagna ogni cosa quando questa si appresta a svanire. Vibra la mano che chiama e vibra la luce che si spegne.
Le giornate a queste latitudini sono più lunghe e anche i gesti della vita si allungano, come fosse tutto in proporzione, tutto calibrato sulla relazione e niente sul valore assoluto. Il pensiero che guizza a Parigi qui avanza incerto, come sentisse il bisogno di esaminare ogni possibilità e non avesse fretta di decidere quale scegliere. Il signor L. guarda il cielo tingersi lentamente prima di viola e dopo di blu e si chiede se la precisione con cui la quale esamina i pochi eventi che cadenzano la sua giornata stia spalancando il suo orizzonte, e dunque gli permetta di vedere meglio le cose, o se, al contrario, i pochi eventi che accadono lo stiano separando dalle cose e dunque stiano restringendo il suo orizzonte. Ma adesso l’orizzonte ha il colore dell’inchiostro appena steso sul foglio e il signor L. si accorge che è calata la notte.

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14 risposte a Tramonti

  1. Jihan ha detto:

    il giorno ha paura di perdere il suo chiarore (bella scrittura, mister L.)

  2. gelsobianco ha detto:

    E’ riuscito a farmi ri-trovare il tramonto sull’isola, con le sue vibrazioni, signor L.
    “Vibra la mano che chiama e vibra la luce che si spegne.”
    Questa sua frase è entrata profonda in me.
    Ho colto quel senso di melanconia vibrante che mi accompagna quando qualcosa si accinge a dileguarsi.
    Io esamino tutti i minimi particolari di ciò che accade alle latitudini in cui lei si trova, con una lentezza inusuale per me.
    Sento allargarsi il mio orizzonte in questo modo, che è un po’ sospeso però.
    Non vi è netta separazione in me come nel paesaggio.
    La luce, che non mi invade, mi dà calma, tregua.
    Sì, la notte scende anche sull’isola dove il giorno pare non finire mai.
    Che bella scrittura la sua, signor L.!
    Grazie.
    gb

  3. tilladurieux ha detto:

    Signor L, la stavo perdendo. O mi stavo perdendo?
    Son giorni affastellati. Mi doni qualche luce che lei ne ha in abbondanza.

  4. Effimera ha detto:

    Fortunatamente la notte ingoia le domande.

  5. Eleonora Degano ha detto:

    “..si chiede se la precisione con cui la quale esamina i pochi eventi che cadenzano la sua giornata stia spalancando il suo orizzonte, e dunque gli permetta di vedere meglio le cose, o se, al contrario, i pochi eventi che accadono lo stiano separando dalle cose e dunque stiano restringendo il suo orizzonte.” questo è stato una stilettata nel mio cuore già provato dalla calura estiva, ma è una frase così bella da doverci quasi mettere un fiocco.

  6. dorotea ha detto:

    Il signor L. e io condividiamo i pensieri in questo momento, si direbbe.

  7. L. ha detto:

    Anche il luogo, più o meno 🙂

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