Traghetti

Ormai sembrano essersene andati anche i gabbiani, l’inverno ha preso il sopravvento e un cielo bianco e polveroso sta avanzando da ovest e promettendo la prima neve della stagione.
Il signor L. guarda il mare scostando la tendina di pizzo della sua stanza. Tra poco uscirà da casa della signora Lubke e si recherà a piedi fino al porto dove consulterà gli orari dei traghetti in partenza dall’isola. Oggi una bassa marea particolarmente pronunciata impedisce alle barche di attraccare e mantiene questa lingua di sabbia separata dal mondo. Ma domani il mare colmerà nuovamente il canale e il traghetto potrà riprendere il suo tran tran, attracca, riparti, riattracca di nuovo, l’isola tornerà ad essere collegata al mondo. Domani l’acqua riprenderà a fluire e il sangue ricomincerà a scorrere.

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10 risposte a Traghetti

  1. Andrea Dévis ha detto:

    Ah ecco, sei tornato.

  2. L. ha detto:

    Ancora sul traghetto, viaggio lungo.
    🙂

  3. gelsobianco ha detto:

    Oh, lei è sul traghetto.
    Sta tornando, signor L!:-)
    Io sento una certa malinconia in lei.
    Quel vento così freddo, quei colori particolari, quella isola strana stregano.
    Tutto deve ri_cominciare!
    Così pensano tutti! Io sono dubbiosa invece.
    La aspetto, caro signor L.
    Con un sorriso
    gb

    • gelsobianco ha detto:

      …e, scostando quella tendina di pizzo, lei ha guardato il mare e lo ha trasfuso in lei.
      Ed una musica lei sentiva..
      Forse, è solo la mia immaginazione.

    • L. ha detto:

      Si è trattato di una parentesi, signorina Gelso, di un breve intervallo nello stridere delle cose. Un istante di silebnzio perfetto. Adesso ricomincia il canto del mondo.

  4. ludmillarte ha detto:

    “…l’isola tornerà ad essere collegata al mondo.” … “… Fai navigare le tue navi attorno a me
    and burn your bridges down…” quale tendina migliore per immaginare ciò che sarà.
    (buon pomeriggio Signor L.)

    • L. ha detto:

      Il Signor L. non è bravissimo ad abbattere i ponti, ahilui…
      🙂

      • ludmillarte ha detto:

        neppure una certa Ludmilla…prova ad abbattere i muri, ma i ponti di collegamento, in genere, li lascia

        • L. ha detto:

          Magari è proprio su quei ponti che passeggia l’identità, non crede?

          • ludmillarte ha detto:

            Lo credo. su quei ponti passeggia l’identità e rappresentano il palindromo, il doppio senso,la possibilità di andare e ritornare, di fermarsi a guardare in un senso e nell’altro ma anche di sotto o di sopra, lasciar scorrere, rimaner sospesi fin quando se ne ha voglia, fin quando non si sa se percorrerli in una direzione o nell’altra, fin quando non si è pronti né per l’una né per l’altra,… (forse per questo, per me, è così difficile abbatterli, Signor L.)

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