Loving

In analogia al vuoto che deve il suo esistere alla naturale tendenza della materia prima a rarefarsi e poi a dilagare e a riempire, e più in generale in ossequio al principio per cui ogni cosa tende a trasformarsi nel suo contrario, il signor L. si è gettato tra le braccia di tutti, appena giunto a Parigi.
Ha cominciato con il profumo di jacaranda di Damien, in tarda mattinata, con quel suo sguardo chiaro e acuto e quel sapore di vaniglia e caffè che gli ricordano sempre le alture sopra Rio de Janeiro e l’azzurra vastità dell’orizzonte. E poi con il piacere della complicità maschile e con l’assenza di regole che si può praticare in quel modo, con fatalità e leggerezza, soltanto tra uomini.
Nel primo pomeriggio ha incontrato Enora, la ragazzina conosciuta nella libreria italiana di rue du Roi de Sicile qualche mese prima di partire per Schiermonnikoog. Lei ha spalancato gli occhi quando lo ha visto nella cornice blu della sua porta, come si trattasse dell’introvabile libro di Carulli che li aveva fatti conoscere. Poi gli ha sorriso e gli ha detto vaffanculo entra, era proprio un peccato fossi sparito in quel modo.
La sera ha cenato con la signorina S., la creatura mutante che lo ha trascinato in un luogo senza ritorno, e le ha raccontato le ragioni che lo hanno tenuto lontano da Parigi e quelle che lo hanno indotto a rientrare. Lei gli ha parlato del suo nuovo lavoro al Theatre des Amandiers, dei ragazzi della compagnia e di una certa nostalgia per l’Arsenal di Metz che il signor L. non è riuscito a comprendere bene. Hanno chiacchierato a lungo. Poi lei gli ha sfiorato la gamba e finalmente è iniziato il loro vero discorso.

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20 risposte a Loving

  1. tilladurieux ha detto:

    Buondì Signor L., jacaranda? Userò google. E’ freddino a Parigi?

  2. L. ha detto:

    Damien ha un olfatto spiccato e coltissimo, adora la jacaranda. Parigi è grigiastra, oggi, come una perla dentro le sue valve. Roma è troppo azzurra, invece?

  3. Lia ha detto:

    Hear the siren
    hear the circus all go found
    I hear the sirens more and more in this here town
    Let me catch my breath to breathe then reach across the bend
    Just to know we’re safe, I am a grateful man
    This light is pit, alive and I can see you clear

    L.

  4. Andrea Dévis ha detto:

    Esatto Signor L., proprio a questo mi riferivo.
    Comunque -tra parole, aggettivi, e poetici rimandi a qualcosa di più alto- non posso esimermi dal complimentarmi con lei per la tripla performance, che noto essere stata carica di tanta fisicità ma anche di tanto cerebrale desiderio. O qualcosa del genere, credo.
    Chapeau.

  5. stephymafy ha detto:

    E’ anche aspirante chitarrista, signor L.?

  6. ludmillarte ha detto:

    mi pare d’aver capito che sia stato un ottimo rientro, Signor L..
    nel frattempo ecco cos’ho trovato sulle note di “Iron” di Woodkid

    per ringraziarla del saluto portato a Parigi

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