La piazza

L’uomo con l’impermeabile blu è appena giunto in Place des Invalides. Ha posato a terra la borsa, ha sollevato il bavero della giacca, ha stretto al collo la sciarpa. Poi si è guardato attorno. Ha osservato l’implacabile geometria degli edifici, il Musée des Plans-Reliefs, il Musée de l’Armee, il Musée Rodin, ma non è riuscito a scorgere l’indefinibile morfologia della donna a cui ha dato appuntamento in quel luogo. Si tratta di una donna sfuggente, tanto più sfuggente quanto più ostinata è la realtà delle cose. L’uomo le ha proposto di incontrarsi lì, “in uno spazio preciso” ha detto, come se intendesse alludere alla necessità di un sentimento più chiaro, più netto, più tangibile da parte sua. La donna non ha replicato nulla ma il suo silenzio è sembrato dubbioso, come se ritenesse quella precisazione fuori luogo.

Adesso l’uomo guarda gli edifici che bordano la piazza e si domanda se quegli androni, quei porticati, quell’alternanza di pieni e di vuoti non abbia a che fare con l’assenza della donna. La sera inizia a sfumare i colori e anche la sua sicurezza pare vacillare con la luce, come se il ritardo di lei stesse diventando l’imbrunire di lui, il tramontare della sua idea di mondo. L’uomo afferra la borsa, muove qualche passo in direzione del Quai d’Orsay, si gira verso destra, poi verso sinistra e alla fine decide di attendere ancora un po’ in mezzo alla piazza, in modo che la donna possa vederlo svettare, paradigma della solidità dell’uomo. Ed è infatti in quel modo che ella lo vede e all’istante lo sfugge. Ha timore della vacuità di quel gesto e del rigore di quell’uomo da solo.

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23 risposte a La piazza

  1. ilmondoinbellezza ha detto:

    un bellissimo racconto.complimenti

  2. Andrea Dévis ha detto:

    Mi piace il parallelo tra l’architettura e gli stati d’animo di queste due persone. Anche io tempo fa – osservando l’austera architettura di alcuni palazzi milanesi di stampo fascista – ho scritto di sguardi perduti, attese e ambizioni sociali.
    Adesso, leggendo le tue parole, non so se mi identifico più in lui o in lei.
    Ciao L.!

  3. Morena Pirri ha detto:

    Leggendo il raccondo ho immaginato i colori…colori forti.

  4. LudiLud ha detto:

    “Possa vederlo svettare” è un’espressione che mi piace parecchio, ma ne ha usate svariate altre Signor L.. Particolari 🙂

  5. L. ha detto:

    Lo svettare dell’obelisco, tipica sopravalutazione maschile 🙂

    • LudiLud ha detto:

      non mi era giunta la sua risposta Signor L., ci dev’essere ancora qualche problema del mio cambio di nick al blog. Lei mi vede, svettare odalisca? 😉 ahahah

      • L. ha detto:

        Intendevo lo svettare del Signor L. In mezzo alla piazza, di quello dicevo tipica sopravalutazione maschile. Gli uomini sono tutti così, androcentrici 🙂

        • LudiLud ha detto:

          avevo inteso. volevo scherzare un po’ con le parole (oltre a sapere se il signor L mi riceve, visto che io non avevo ricevuto il suo commento, ma quest’ultimo sì).
          buon sabato 🙂

  6. bistrotapigalle ha detto:

    Veramente buono il raccontodove l’analisi delle mosse dell’uomo vengono confrontate col l’architettura intorno. Logica la fine del racconto.

  7. L. ha detto:

    La ringrazio per l’apprezzamento. Se per lei va bene anche un bistrot al Marais offro volentieri un aperitivo 🙂

  8. Francesc ha detto:

    Bravo signor L. È tornato più consapevole dei suoi sentimenti e ha scelto modi inconsueti ed efficaci per farcelo sapere. “L’uomo le ha proposto di incontrarsi lì, “in uno spazio preciso” ha detto, come se intendesse alludere alla necessità di un sentimento più chiaro, più netto, più tangibile da parte sua.” Mi piace molto. Subito percepisci i contrastanti pensieri di quest’uomo complicato, che sembra spaventato dalla recente decisione di vivere e rischiare. Di vivere magari una delusione. Ma di vivere. Finalmente.

  9. S. ha detto:

    grazie per avermi cassato il commento…

    • L. ha detto:

      Mi scuso tanto, non me ne ero nemmeno accorto. Ho pasticciato per giorni per introdurre l’informativa sulla privacy finendo per cancellare un articolo (fax) con tutti i commenti e anche, mi par di capire, altri commenti qua e là. Chiedo perdono, nessuna volontà di censura, giuro. 🙂

  10. rosamaria ha detto:

    ma….infatti, temevo fosse sparito anche lei, portato via dal vento insieme ai fogli del suo fax.

  11. rO ha detto:

    Signor L, è a Parigi? Non ha voglia di scrivere un po’. Sarebbe piacevole leggerla.

  12. Simona ha detto:

    Non scrivi da tanto.. ed è un peccato 🙂

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